Partendo dal contesto in cui l’intervento sarà realizzato (un tram in movimento che compirà un tragitto compiuto nel centro di Torino) ho ragionato sul tema dello spostamento, del viaggio intendendolo in relazione alla sua durata e ai punti di partenza e di arrivo.
Lavorando spesso sulle sovrapposizioni di realtà e sulle percezioni falsate, ho immaginato di far fare l’esperienza di un viaggio mediato ai passeggeri del tram, realizzando, simultaneamente al tragitto fisico, un percorso metafisico. Il lavoro si propone come una sorta di audio guida per turisti (di quelle che illustrano ciò che si sta osservando durante il percorso preordinato) ma avvalendosi della lettura (registrata) del Libro tibetano dei morti.
La scelta è naturalmente un riferimento al Libro dei morti egizio, di cui il papiro di Torino è tra gli esemplari noti più rappresentativi: il titolo Uscire al giorno è mutuato proprio da quest’ultimo.
Il libro dei morti era concepito come una vera e propria guida per poter affrontare il viaggio che ognuno avrebbe compiuto nelle tenebre dopo la morte e poter così raggiungere la meta, il paradiso.
Si trattava dunque di un manuale che illustrava passo dopo passo ogni cosa che si sarebbe vista ed incontrata, suggerendo il modo di superare le difficoltà e proseguire il proprio cammino.
Sebbene i due “testi”, egizio e tibetano, si fondino sugli stessi intenti, a differenza del libro dei morti egizio – concepito più che altro come formulario magico ed invocativo per mezzo di simboli - il libro tibetano dei morti rende meglio l’idea del percorso, durante il quale il testo accompagna gradualmente e lentamente, come un’esperta guida che sa muoversi con sicurezza nella totale oscurità tenendo per mano i propri assistiti.
Esiste una partenza, un tragitto con le sue tappe ed un arrivo (o ritorno) alla luce dopo una fase buia, in una concezione circolare e rigenerativa che sarà in ugual modo mimata ed interpretata dall’itinerario che compirà il tram.
C’è una frase chiave e conclusiva tratta dal Capitolo LXIV del libro dei morti egizio (formula per uscire al giorno riassunta in una sola formula) che mette in relazione per intenti questo libro con quello tibetano e suffraga l’idea dell’Opera Uscire al giorno: “Io sono entrato come un uomo ignorante e ne esco come un Glorificato”.