SOTTO GLI UCCELLI
Il lucido d’asfalto
bagnato
la luce di notte
le stelle di tela rosse
in viso, gli occhi freddi
e la neve anche è mancata
bianca d’attesa
e la luna
se fossi oggi stato
che credo sia sola
e non porta lacrime in viso
livido e asfalto
sotto,
gli uccelli hanno un’ombra soltanto
e un sogno
ruvido di voce tiepida e amara
e di averne un altro.
UN SUONO CUPO
Di un tuo occhio
solo uno
come un presagio
come un languore
un rumore di luglio
come un errore
solo uno
(questo rimane) della mia anima lesa
come un lago
d’acqua nera
che ingoia
silenzio contuso
o solo la morte
o l’errore di averti dato
un tuo occhio
che era già tuo
o era come notte
quasi come di notte
è il languore
un suono cupo.
FINALMENTE INVERNO
Queste sono ore
che si portano via tutto
persino le cose finite
in qualche gesto tranquillo
anche le cose finite. Ovunque, sarò sorpreso
arenato a metà di cielo
a suggerire parole
a parole. E poi vengono i mesi
con un’arida ferita alla schiena
che ad ogni sollievo la paura mi stana
a sorprendere in viso
un pallido esilio e qualcosa che porta
finalmente inverno nel cuore. Queste sono ore
che si portano via tutto
per sino i tuoi occhi finiti
a regalare sguardi al fondo
i tuoi occhi finiti. Ma oggi ho desideri pieni di sembianze
restituite da giorni
a giorni atterriti. E poi vengono i mesi
con un’arida ferita alla schiena
che ad ogni sollievo la paura mi stana
a sorprendere in viso
un pallido esilio e qualcosa che porta
finalmente inverno nel cuore.
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