QUANTO C'E' DI FRESCO OGGI

Quanto c'è di fresco oggi
l'ho trovato in un Mac Donald's del centro
un altro in t-shirt ha uno sguardo ostile
perché ora fa il cane incazzato
a difesa della sua bella tredicenne
indifesa
e fresca di liceo
innamorata del suo pollo
del suo ragazzo
di suo fratello
ma per ora non si torna a casa
se ancora piove fuori.
Cauto un po' in tutto
e per come scotta
anche con l'unico caffè americano buono;
quando capita di andar via in fretta
è perché c'è qualcosa che brucia meglio
e che fuori chiama e nessuno risponde.
Dio mi inculi se non vorrei averti qui adesso
ancora
a negarti il corpo
a nascondermi il giorno
a cullarmi le sventure
con gli occhi.
Ma cosa ci vieni a fare qui
ora che inizi a somigliare al tuo uomo
come noi ci siamo somigliati;
portagli invece i miei saluti
se è vera quella storia assurda
dei suoi organi al contrario
Io mi lascio vagare
ho trovato sigarette ceche
ho abiti inconsueti
e amici di una casa
che potrebbero amarmi tutti
se non mi avessero in abitudine
e sentito bestemmiare
Proverò senso di colpa a giustificare
di non essermi stato uguale
ma non è vero.

STRANIERO

Bianco nei Roemer
e nel parco
ed un negro bianco
noi eleganti
due parole serene prima dell'alba
sul divano di alcantara (dolce fine)
Udo Juergens
dolce fine.
Donna rivale
donna rivale
questa notte i portoni appaiono come fantasmi
ed io ho una spalla allagata
un ombrello da un posto
e accanto te
che vuoi andare in giro a vedere i colori di stagione
guarda noi
verdi, gialli, rossi e marroni
guarda me marrone
fuori agli occhi di tutti
come oggi nella nostra città
sono estraneo al tuo corpo usato
il tuo corpo
più ombre che carne
verde, giallo, rosso, marrone.


LINEA SCURA

Ci sono cose intorno
e tu
rimasta a due braccia sottili che sanno lasciarti
e poi riaverti
nell'idea di puliti sogni analfabeti
che ingrati ti dividono la notte
Così la pace ti lascia a pensieri irrequieti
e segni presto finiti
e diserta il pianto in questa mattina
le cose belle sono magre e si smarriscono in fretta
nel tuo sonno come un sollievo
che ti infrange l'immagine protetta nell'idea sconfinata
di averti in fondo sbiadita
e vicino incompresa
lasciando alla morte
per l'ultima volta sollievo.
Ci sono cose che si lasciano aspettare
e tu
che ti infilo ancora dita nel sonno
e non torno più indietro
in fondo a questa pupilla scura d'alba
sotto umori di neve
sotto la neve
un umore a far vuoto intorno ed un'orma soltanto
di palpebre ingrassate di poco
da poco
passa qualcosa che ho appena guardato
che mi ha guardato appena
Ci sono cose che vorrei dirti
e tu
che non hai niente in contrario
se mi stai nuda vicino e se non dormo più bene;
È che quel poco rimasto intorno
è pieno d'urla d'estate e più spesso
avremmo dovuto portarci via
ad evitare allo sguardo il nostro sangue imbrunito
e il sapore
che ha una bocca pulita.
Per strada qualcuno ti ha vista ingrassata
qualcuno non ti ha più vista
poi il bisogno nostro di essere nascosti e distanti
per sentirci
e sentirci e non avere parole per niente
poiché per niente avremmo parlato
di voglie molli agli angoli usate
da noi usati
finiti nel dubbio risolto di una stanza malsana
a solcare e poi scontare
lungo la linea scura più interna del braccio
il mio sangue imbrunito.

UN AMORE CHE VIVE DA SOLO

Non dirò niente questa notte
se rimani ad ascoltare
solo stanotte
chiudimi la bocca coi tuoi sguardi squilibrati
per non averti ancora in un punto morto
e non essermi in meno
io più spesso scoperto
e distratto
da sentirti anche vicina
come un amore

io ho un amore
un amore che vive da solo
io ho un amore
un amore solo.

Ma un giorno verrò a trovarti
oppure questa notte
che non avrò niente da dirti
solo per non averti in meno negli occhi
e sapere cosa hai nascosto e cosa rimane
delle mie mani chiare e inconfessate
di questo averti discreto
come un amore

Io ho un amore
un amore che vive da solo
io ho un amore
un amore solo.


PESCE E PATATINE

Muove un respiro d'interno
vicino e poi lontano
a tutte le radio guaste
dal sale che viene dal mare
io credo;
Katy si addolcisce le guance
con del pane nuovo
ancora più di quella foto
che la faceva morbida e serena
finita
dove sono finite le sue foto.

Solo per alcuni minuti,
tutto oggi è taciuto
e gli uccelli impietriti
come la luce dal giardino
e i vestiti sgualciti
e qualcuno nell'altra stanza
che ride quasi sempre
ed io che non voglio
che mi si lasci in pace.


GIORNI SENZA STORIA

Sono giorni senza storia
quelli in cui vado a svegliarmi.
Ora che fa più tardi sera
e non ho neanche spostato l'ora
allora le ombre si fanno numerose.
Tornare ad un letto usato.
Da quanto che non c'era odore di sigarette da noi
quando torni le puoi contare, sono lì
una sull'altra
che il fumo s'è preso anche il cielo ‘sta mattina.

Sono giorni senza storia
quelli in cui credevo che a stare solo
avrei fatto chissà cosa che non potevo
invece niente lavoro, alibi mio
vado solo fuori a farmi male, amore mio
Senza che mi muova
le cose si fanno avanti
i bicchieri si usano
i vestiti abbondano sulle sedie
abbondano anche le sedie
i giochetti si spargono
e non passano il tempo
qualche libro lasciato a qualche punto
luci accese, luci spente.

Sono giorni senza storia quelli in cui
il fatto che giro spesso per casa
lascia strisce di pulito sul pavimento;
io e il lavandino perdiamo acqua
io e un paio di mattoni siamo sconnessi
io e delle carte siamo a terra
io e le piante ci secchiamo
io e la mia stanza siamo in disordine
io e il letto siamo sfatti
io e i bicchieri siamo usati
io e la mia testa abbiamo una piccola conca.

Giorni senza storia, quelli in cui
talvolta il telefono squilla
la polvere dentro la testa, lo stomaco vuoto
tutto è a buon mercato dopo lo sperpero.
Oggi dopo questa specie di libertà torno a lavoro
Si, ma poi...
Dove saremo domani, amore?: dove sarò, dove sarai.


SCHNEEBERG

Cos'altro
oltre il rumore del fiume
alto che suona d'incendio
e perpetuo
di aria folle sulle case
che di giorno si abbatte
ad ogni ripido cadere
e a sperdere fogliame
chiuso a irrequiete vene
su sprazzi di neve
ed un'acqua che ha sonno e terrore
ed è ostile al cuore.


LEGNA D'APRILE

Deve bastare sino ad aprile
finché non sarò andato
deve bastare la legna
che oggi sin ora s'è abbattuta
e non basta
ora che fuori è tutto preso
e non c'è più spazio per noi
non fuori ma qui davanti
queste piccole braci
mi fanno sudare dal cuore
zucche date ai cani
pentole di rame
foglie dai colori ai fianchi
tele di sacco
panni bagnati
sono stato così steso ad aspettare che ti ricordassi di me
durante questo caldo lacrimoso
che picchia forte e parla di sé
e finisce tra lo stento e l'acqua alle caviglie
da qui in poi
solo acqua alle caviglie, tirati su il velluto
senza voltarti
lo so che nascosto nel bosco
non devo aggiungere altro
ma vuol dire abbattuto, intanto
e poi lo vedo che non ti ricordi di me
amore che ad aprile ti devo cambiare
e che non sai bastare
per questo non ho avuto altro da darti a consumare
oltre che sentirti tutto il giorno
e non riuscire a vederti.

IL GIOCOLIERE

Il giocoliere, che idiozia
passare l'intera estate tra sfere infuocate e oggetti volanti
tra le acrobazie e le catene roteanti
che arrivano sin dove un giorno
avrete un appuntamento
con dei nomi mai sentiti
con capelli neri
orecchini al naso
cani malandati.
Il tuo rotatore di catene.
Ci sono vite ogni giorno più divise
che si rincontrano
per prendersi cura di te
che su di te investono e ti investono di tutto.
Qualche secondo trascorso a ricalcare la base di un bicchiere
portare un po' il tempo con un piede
e davanti, l'eternità.
Forse è un bene
che per ora abbia di te
solo un'idea da maturare
ad ogni modo, in ogni momento
una curva per uscirne
una certa mia maniera di dire
e molto tempo da passare.
In equilibrio
facendo acrobazie
sempre giocando col fuoco
e girando la testa.


VIOLARE

Vederci violare le viole
non solo le viole e piegati come essere al vento
non solo piegati e ostili
come guardare male lontano
e rispondere a nostri abbagli sottili
come notte immatura
o una luna
solo immacolata
e obbligata a versi in luce
a vedermi piegato
violarti il cuore.