NUBILA – AXIS – QUID – EPIFANIE – LIMINARI – YANA
Il principio di oscurità quale connotazione tipica di ogni appartenenza al mondo della manifestazione, riguarda l’Uomo come ogni cosa che esiste in questo orizzonte. Lo scorcio di una camera da letto al buio è scelto come esempio emblematico di un luogo interno, privato e conosciuto, attributi questi del tutto confutati dal fatto di apparire (come il riflesso dell’Uomo) neri, quasi privi di volumi ed ignoti. In quest’opera si verifica un paradosso apparentemente impossibile: guardare in piena luce qualcosa che è al buio o, per meglio dire, che è buio. Normalmente le possibilità sono solo due e l’una esclude l’altra: in un contesto di totale buio non vedremmo nulla e viceversa la luce farebbe emergere ogni forma e colore. Con l’espediente simbolico di attribuire al nero il valore di buio assoluto, ha così luogo il suddetto paradosso che si fa interprete della realtà alla base dell’immagine: il buio non è una condizione relativa alla luce (o alla sua assenza), ma è caratteristica propria ed intima delle cose, estendendosi proporzionalmente alla loro grandezza. Tale espediente rende possibile “spiegare” tecnicamente una questione metafisica: quanta più luce vi sarà, tanto più sarà visibile il buio proprio degli oggetti, saldamente vincolato alla loro superficie. Traslando si può concludere che quanto più l’Uomo sarà illuminato, tanto più egli avrà consapevolezza della propria incoscienza; ed ugualmente, più sarà esteso il mondo delle quantità, più sarà il buio da esso prodotto.
