My Mother, 2005

In quest’opera, lo sguardo è obbligato da subito a concentrarsi su un tronco di quercia in primo piano, che potrebbe metaforicamente e misteriosamente rimandare al soggetto (la madre), suggerendo così una chiave di lettura alternativa ed altrettanto valida. Quando il reale soggetto dell’immagine è scoperto, si comprende che la prima interpretazione data, non era altro che il frutto di una suggestione; tuttavia alcuni elementi interpretativi si sono ormai innescati nell’idea di chi osserva l’opera, non potendovi più prescindere. Dal momento che il ritratto della madre potrebbe plausibilmente essere rappresentato da un grosso tronco che campeggia al centro dell’immagine o, semplicemente, dalla madre in carne e ossa che si tiene semi-nascosta, le due letture collimano in una soluzione che le comprende entrambe: ovvero una madre che si tiene in disparte perché c’è già qualcosa che la rappresenta. Resta il dato di fatto di un’illusione generata dall’aver dato per scontato che il soggetto fosse qualcosa di esposto allo sguardo, in primo piano e non, invece, colui che guarda, anzi spia, lo spettatore di nascosto, diventando così una sorta di minaccia, una fonte di inquietudine che esorta a nascondersi a propria volta.