Progetto realizzato con Karin Andersen per l’evento Plan-B che si è svolto in vari luoghi di Bologna in occasione di un incontro tra artisti scandinavi ed italiani.
Il voltone del Baraccano, con il suo volume architettonico simile a un tunnel altissimo, connette Via Santo Stefano al poco lontano santuario del Baraccano. L’apertura del voltone offre una visuale spettacolare verso facciata del santuario, la quale presenta, nel suo centro e a molti metri dal suolo, una piccola nicchia con la scultura della Vergine del Baraccano, Madonna famosa fra i bolognesi per i suoi miracoli. Fra gli altri, rimane memorabile la vicenda del muro: nella notte del 1 febbraio 1512, durante l’assedio di Bologna, le truppe papaline e spagnole sistemarono una carica esplosiva sotto le mura cittadine nell’area della chiesa del Baraccano. Ignorarono la presenza di un antico dipinto della venerata Madonna sullo stesso muro. La detonazione fece saltare e sollevare quel tratto del recinto in modo tale che i due eserciti avversari arrivarono a vedersi attraverso il varco aperto per un istante. Successivamente il muro ricadde integro al suo posto a terra, conservando intatta l’immagine della Madonna. All’interno del voltone del Baraccano verrà definito un punto dal quale sarà possibile vedere, attraverso un canocchiale o un telescopio, il dettaglio della scultura della Madonna scolpita sulla facciata del santuario. Un frammento di un muro (una struttura-involucro di cartapesta leggera riempita di elio) leviterà in aria, in alto sopra il telescopio. L’intento di questo progetto è di creare un ponte tra il voltone e il santuario, operando una sorta di scorciatoia prospettica: il focus sulla Madonna esclude visivamente ogni contorno accessorio e superfluo e vorrebbe creare un accesso diretto al significato dell’architettura in questione (l’omaggio alla Vergine del Baraccano), mettendo da parte la concezione del luogo come spazio fisico.



