Vero simulacro, 2007

Quest’opera si avvale di un paesaggio di montagna (visto dal paese di Besenello, TN) senza l’aggiunta di alcun tipo di intervento. Sarà presente solo un telescopio installato dal punto di vista dello spettatore, quindi al di quà di chi guarda. Il progetto infatti ha come fine non tanto l’oggetto guardato, ma l’atto stesso del guardare: ad occhio nudo si vede una montagna, mentre guardando attraverso il telescopio fisso, si vedrà un dettaglio (una croce) invisibile ad occhio nudo. E’ in definitiva l’artista-demiurgo a fornire lo strumento per accedere a questa dimensione, che diversamente continuerebbe ad essere  impercepibile. E’ presa in causa l’ambiguità della realtà stessa che riesce, ad un tempo, ad essere presente ed invisibile. Al fine di scoprirne significati più reconditi, essa necessita di strumenti che siano sia simbolici che logici e che funzioneranno come chiave per poter “leggere tra le righe” ciò che già si vede. La croce che si vede attraverso il telescopio – e non ad occhio nudo -  testimonia il dato di fatto che qualcosa possa esistere al di là dello sguardo e che per farlo non necessita affatto della nostra conferma e constatazione.